Stefania Filippini terapeuta cani

Jolly: l'equilibrio gerarchico è stata la carta vincente

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Jolly abbaiava continuamente sia in casa che fuori. In casa non rivoltava ma abbaiava ai suoi proprietari quando voleva comandarli sia per quanto riguarda la distribuzione di coccole, di cibo, di giochi e sulla richiesta di attenzioni, sia per quanto riguarda i tempi, perché se il proprietario smetteva una di queste attività prima che fosse lui a deciderlo ricominciava a sfondare i timpani fino a quando, esausti, assecondavano nuovamente ogni sua volontà.

Il cane aveva preso il controllo totale su di loro e sulle cose visto che aveva deciso di dormire nel letto in mezzo ai loro cuscini e non voleva sapere di scendere perché si ribellava e comunque ci risaliva immediatamente, lo stesso valeva per il divano.
Quando qualcuno entrava in casa voleva allontanarlo con un abbaio incessante simulando di avventarsi sulle caviglie e guai a chi cercava di accarezzarlo o di avvicinarsi ai suoi proprietari. Lo stesso comportamento lo metteva in atto anche fuori quando cani e persone si trovavano nei paraggi.
Lavorando in sistemica relazionale siamo riusciti a ripristinare i giusti equilibri gerarchici. È stata fatta chiarezza sul linguaggio del cane alla parte umana, cosicché questa, a sua volta, ha dovuto mettere in pratica un linguaggio più comprensibile e credibile verso di lui. 
Dal momento che Jolly ha cominciato a vederli come due punti di riferimento e a dar loro la qualifica di docenti, non riteneva più importante abbaiare a tutti, perché non nutriva più la responsabilità di dover difendere loro, la casa e di gestire ogni iniziativa sociale. Questo comportamento allontanatorio e di comando (ruolo del capobranco) gli procurava un enorme accumulo di stress rendendolo nervoso e infatti quando ha capito che non spettava più a lui, Jolly lo ha apprezzato calmandosi ed ha iniziato così a godersi la vita in modo più sereno comportandosi bene con gli altri cani (era lui che voleva andare a conoscerli per poi spesso giocarci) ed a trovare piacere nel ricevere una carezza.

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Stefania Filippini
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