Stefania Filippini terapeuta cani

Come educare un cane con un istruttore cinofilo

Per educare il cane e ristabilire nel binomio una relazione equilibrata utilizzo la terapia cognitiva comportamentale che si basa sull'approccio cognitivo e su tecniche di psicoterapia (senza farmaci).

L’approccio cognitivo ha un concetto di apprendimento completamente diverso dall’addestramento tradizionale il quale, spesso usando strumenti coercitivi, si basa su un automatismo meccanico “bocconcino = risposta corretta del cane” dove non vi è alcun ragionamento né volontà di ascoltare con piacere ciò che gli viene richiesto.

Il mio intento è far capire che l'apprendimento del cane avviene facendogli vivere più esperienze possibili, sia positive che negative, che aumenteranno il suo bagaglio di conoscenze insieme ad una corretta socializzazione tra membri della stessa specie (intraspecifica) e con persone (interspecifica).

Educatore Cinofilo


Vi è una visione mentalistica, si riconosce al cane una mente, quindi l’animale non subisce il mondo ma lo vive percependolo (tramite le strutture sensoriali), analizzandolo e dando risposte ponderate, considerando fattori interni ed esterni, ovvero in base al suo stato interno emozionale del momento pensa se quell’azione gli può convenire e valuta le reazioni dell’altro.

Alla base dei comportamenti problematici spesso vi è un errato posizionamento gerarchico all’interno del nucleo familiare e quindi occorre ristabilire un giusto equilibrio con chiarezza dei ruoli (riconoscendo nel cane l’alterità animale, cioè rispettando la sua diversità di specie e non considerandolo per esempio come un bambino o come un sostituto di un affetto mancato) e dei ranghi (deve considerare il proprietario come il suo referente, il suo leader e non viceversa).

Si interviene in un primo momento mettendo in pratica le fondamentali regole della sistemica relazionale, le quali ci permetteranno una giusta intesa con il cane e di assaporare il gusto di convivere nel quotidiano finalmente in modo piacevole.
In un secondo momento si cercherà di inserire giochi strutturati (di relazione), giochi cognitivi (che sviluppano l’attività mentale) e di indirizzare un corretto sviluppo plurimotivazionale, facendo in modo di rispettare e soddisfare le vocazioni del cane.
Tutto ciò contribuirà a dargli un benessere fisico e psicologico, maggior sicurezza, autonomia e autostima che gli permetteranno di interagire in modo ottimale con il mondo che lo circonda.

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